"Puoi essere nato lontano, ma cogliere l'intuizione di quel cuore, la pazienza di ascoltare, il rispetto nel guardare, la solidarietà nel gioire e nel piangere" (Don Alessandro Galeotti)
* Il palio di Abbiategrasso è anticipato dal 10 al 3 giugno a causa delle elezioni amministrative. ** Il palio di Legnano è posticipato dal 27 maggio al 3 giugno a causa delle elezioni amministrative. *** Il palio di Ferrara è rinviato dal 27 maggio al 3 giugno a causa del maltempo.
E' Dino Costantini il mossiere per il Palio di agosto. Succede a Guglielmi di Vulci che a sua volta aveva sostituito Bodio dopo la prima prova del Palio di Provenzano. Costantini ha due precedenti, entrambi datati 1997, anno del cappotto della Giraffa.
E' Oca. Vince a sorpresa il Palio di Provenzano. Gioia e disperazione i sentimenti che hanno accompagnato questa Carriera segnata dal ritiro, dopo la prima prova del 29 giugno, della Chiocciola per l'infortunio, seppur lieve, di Brento, che ha impedito alla Contrada di San Marco di partecipare alla corsa. Lupa, Valdimontone, Onda, Oca, Civetta, Nicchio, Bruco, Drago. Questo l'allineamento tra i canapi, con la Tartuca di rincorsa. Dopo una partenza che impegna per quasi mezz'ora Giorgio Guglielmi di Vulci, con due partenze invalidate per il nervosismo dei cavalli che non riescono a trovare l'allineamento, la mossa vede scattare l'Onda seguita dalla Lupa e dall'Oca, che dopo poche decine di metri è già in testa. Dietro la Lupa ed il Drago, che alla prima curva di S. Martino tenta di guadagnare terreno passando dall'interno, ma cade. L'Oca precede sempre, inseguita dal Valdimontone e dalla Lupa superata dal Nicchio all'altezza della Cappella. Al primo Casato è ancora Oca, rincorsa dal Valdimontone che cadendo fa passare in seconda posizione il Nicchio, segue la Lupa ed il cavallo scosso del Valdimontone. Stesso ordine alla curva del Casato, ma questa volta a cadere è la Lupa. Il duello tra l'Oca ed il Nicchio continua fino al terzo giro del Casato dove lo scosso della Lupa quasi ostacola l'Oca, con il Nicchio che entra dall'interno e guadagna metri. Per la Contrada dei Pispini sembra la vittoria. I contradaioli si accalcano sotto il palco dei giudici, ma il cencio è dell'Oca. Il Palio, ancora una volta, ha scritto una storia a sé. L'illusione e la speranza, in un mix di sentimenti, hanno cercato di scavalcare la realtà: una parte della Piazza, per la prospettiva di arrivo, sapeva il nome del vincitore mentre l'altra correva per vivere una gioia che, poi, sarebbe toccata ad altri. Prima vincita per Tittia e per il grigio di sei anni Fedora Saura. Alza il nerbo in segno di vittoria Atzeni ed in un attimo il popolo di Fontebranda è sotto il palco dei giudici per ricevere il drappellone dipinto da Alessandro Grazi. Un cencio forte, di grande impatto visivo, dominato dal rosso, il colore della passione, come quella dei senesi per la loro grande festa, e dedicato al volontariato, un'altra caratteristica dominante in questa città, pronta a dimostrare la propria sensibilità anche nei giorni del Palio. E l'ha dimostrata ancora una volta quando, durante le prove, il palco della Contrada della Chiocciola è rimasto vuoto e dalla rivale Tartuca non si sono levati canti canzonatori, come consuetudine. Una dimostrazione di rispetto ancora più sentita in questi giorni. Rivali sì, ma non nemiche. Perché, come ha detto il Sindaco Maurizio Cenni questa mattina in conferenza stampa, amareggiato per la mancanza della Chiocciola che aveva chance di vittoria “si deve vincere o perdere giocando, però, sull'anello di tufo”. E la richiesta di non correre, avanzata dalla Contrada all'amministrazione comunale, ha testimoniato la serietà nei comportamenti e nei programmi di tutela per gli animali, che vanno ben al di là delle aspirazioni di vincita dei senesi. La Contrada di Santa Caterina dopo questa corsa al cardiopalma è andata con il suo sessantatreesimo Palio a cantare il Te Deum di ringraziamento alla Madonna della Chiesa di Provenzano. La festa per il rione è cominciata, durerà tutta l'estate, per le altre contrade la speranza è riposta nella prossima Carriera del 16 agosto. (Fonte: www.paliodisiena.biz)
BRENTO CARO AMICO CHOCI DEJANIRAH DELIZIA DE OZIERI DOSTOEVSKIJ EI EI ELFO DI MONTALBO ELIMIA ELISIR LOGUDORO ELMIZATOPEC EMMHA ENCANTADO ENDORA ERNESTO BELLO ESTREMO ORIENTE FECHIRI FEDORA SAURA FIORE DE P.ULPU FORMAGGIO SARDO FURIOSU DI GALLURA GANOSU GENTLEMAN BOY GEZABELE GIAGUARO GIOCATTOLINO GOLDEN BOY GRIDO DI GALLURA GRIDU GUERRIERO BAIO GUNGADIN
Questa volta (forse per la prima volta) a raccontare il Palio di Siena sono, insieme, poesia e fotografia. Il proficuo e suggestivo incontro avviene sulle pagine del volume di Luigi Oliveto e Roberto Vicario intitolato “Il Palio in volto” (Edizioni Agemina) dove le esplicite immagini di un ricco album fotografico dedicato alla Festa senese si dilatano fino alle parole più allusive della poesia. Già il titolo fa intendere il “punto di vista” contenuto nel libro, ovvero il Palio guardato attraverso i volti dei senesi, colti prevalentemente negli attimi del giubilo. Le pagine fotografiche – che costituiscono la parte più corposa della pubblicazione – propongono, infatti, una straordinaria galleria di ritratti in cui la gioia declina se stessa in tutte le forme: esuberanza, sconcerto, ostentazione, incredulità, ebbrezza. E qui sta la bravura di Roberto Vicario – fotoreporter attento e di grande sensibilità – che sembra quasi aver fotografato non tanto delle persone, ma delle anime, l’anima del Palio appunto. Peraltro Vicario non è senese, ma ha compreso perfettamente (e se ne è entusiasmato) la forza emotiva, la passione, il pathos contenuti nel Palio. Ecco, così, una sorprendente e insistita sequenza di volti, di braccia, di corpi fermati dentro il tempo eterno e fuggevole della Tratta, delle Prove, del Corteo storico, ma soprattutto della vittoria e della sua deflagrante felicità. Rappresentazioni, dunque, di un sentimento, perché tale è per i senesi la Contrada, come scrive Antonio Cardini nella prefazione al libro, sottolineando che le immagini di Vicario e le liriche di Oliveto mirano a cogliere proprio questa intensa emozione. Quanto poi ai testi poetici di Luigi Oliveto, l’autore non è certo la prima volta che si misura con le ragioni intime del Palio: si ricorderà, al proposito, i testi da lui scritti per l’emozionante docufilm pubblicato l’anno scorso in Dvd con il titolo “Palio”, o il suo libro “La Festa difficile” che fece dire a Mario Luzi come l’autore “possegga il dono, il carisma dell’interpretazione” per la sottigliezza e ricchezza con cui egli sa descrivere la “liturgia sublime e terribile” del Palio. Nel caso de “Il Palio in volto”, Oliveto, ulteriormente facilitato dal linguaggio evocante della poesia, non tralascia davvero niente delle emozioni paliesche. Il poemetto si apre con l’immagine del Campo, dove “A nulla valsero i secoli. / La spalancata conchiglia / ha evaporato le età / in un solo presente”; e prosegue descrivendo il rarefatto mattino della Tratta, quando “Hanno portato i cavalli / che principiava giorno; / ancora arroccati i sonni / la luce invischiata di sua stessa incertezza / ma netti al silenzio gli zoccoli / quasi dessero / in esatta misura la distanza / di chi andando scorcia / l’attesa in compimento”. Ecco poi il clima febbricitante della vigilia, allorché “Cresce di brio la festa, / in popolo sbraccia la smania / dell’imminente Giostra”. A seguire è quindi il clima surreale del pomeriggio della corsa che trova nella poesia una rappresentazione quasi icastica: “E’ una citta sospesa, simile / a quella che i santi reggono / in premura di mani ossute”; per giungere al momento clou della corsa: “Adesso sul Campo / non v’è spreco di luce / anzi, lo fa obliquo il tramonto / che d’ombre smorza ogni barbaglio”, fino al festante epilogo che “Al bercio conforma la preghiera / sgolata com’è / nel canto del Maria mater”. Insomma un libro in cui i senesi ritroveranno molto di se stessi. In alcuni casi addirittura il loro ritratto fotografico (sono 89 le immagini a colori) o comunque il condiviso sentimento verso quella stupenda festa in ragione della quale – scrive ancora il poeta – “a guisa d’eternità… nessuno veramente muore”.
Il Palio in volto di Luigi Oliveto e Roberto Vicario Edizioni Agemina pp. 96 - € 20